1. L’estratto di caffè viene rapidamente congelato e spezzato in piccoli granuli (un congelamento più lento porterebbe alla formazione di cristalli di ghiaccio più grandi, un prodotto poroso e un’alterazione del colore dei granuli di caffè).
  2. I granuli sono setacciati e ordinati per dimensione
  3. I granuli di caffè congelati vengono collocati nella camera di essiccazione, spesso su vassoi di metallo.
  4. All’interno della camera viene creato un vuoto la cui forza contribuisce enormemente a velocizzare il processo di asciugatura e a migliorare la qualità del prodotto. Bisogna fare attenzione a produrre un vuoto di resistenza adeguata.
  5. La camera di essiccazione viene quindi riscaldata solitamente tramite radiazione o, più raramente, conduzione. Venne anche proposto di adottare anche la convenzione all’interno di alcuni piccoli impianti pilota. Un possibile problema con la convenzione è la velocità di asciugatura irregolare all’interno della camera, il che potrebbe portare alla creazione di un prodotto di bassa qualità.
  6. Condensa: l’acqua precedentemente congelata nei granuli di caffè si espande fino a dieci volte rispetto al volume precedente. La rimozione di questo vapore acqueo dalla camera è di vitale importanza, il che rende il condensatore il componente di maggiore importanza (oltre che il più costoso) all’interno di un impianto di liofilizzazione.
  7. I granuli vengono infine rimossi dalla camera e confezionati.

Mentre le bevande a base di caffè o ingredienti solubili, in molti casi vengono addolcite con lo zucchero e possono presentare ingredienti aggiuntivi tra cui cacao, latte, panna, spezie (cannella, noce moscata, cardamomo) e limone. Benchè vadano spesso bevuti caldi, esistono dei caffè freddi e bevande che possono essere bevute fredde e con il ghiaccio.